Иисус=Будда=Кришна: реконструкция событий

воскресенье, 26 февраля 2017 г.

Marianna regina de' Giudei. Бокаччо "Delle donne famose"

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Marianna regina de' Giudei. 

Marianna fu ebrea per nazione, nata da Aristobolo 
re de' Giudei, e d' Alessandria regina figliuola d' Irtario 
re (4). E fu di tanta e sì inusitata bellezza per nomi- 
nanza, che non solamente era creduto che ella avvan- 
zasse in bellezza le altre donne, ma fu pensato piutto- 
sto essere celestiale imagine, che donna (5). E a questa 
opinione (6) fu aggiunto la testimonianza di Marco An- 



(1) Non essere titili a diletti degli uomini, la stampa, con- 
tradicendo al senso, e al testo recato in nota dall' editore. 

(2) 11 testo, cum omnia qiiae gloriosos homines faciunt, si 
studiis insudare velint, habeant cum eis communia. Mancando in 
tutti i codici il volgarizzamento dell' inciso, si studiis insudare ve- 
lint, il senso del pei'iodo è almeno oscuro. 

(3) Buona lez. del cod. A e della stampa. Corregge 1' nvvan- 
sare la sorte de' codd. B e fiorentino. 

(4) Al volgarizzamento dell' Albanzani manca l' inciso , genere 
quatn viro felicior del testo. 

(5) Nel cod. cassinese essendoci lacuna tra donne e donna, si 
è supplito nella stampa, 7na piuttosto essere immagine divina che 
'mortale. Notisi il divario! 

(6) De' tre codd. a me noti. A questa credenza la stampa. 



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tonio triumviro. Aveva Marianna un fratello nato d' un 
medesimo padre e d' una medesima madre chiamato per 
nome Aristobolo, e quello di una medesima {età) e 
eguale bellezza con quella (1). Al quale Alessandra ma- 
dre, dopo la morte di Aristobolo suo padre desiderò e 
procurò con grande sollecitudine (2) che gli fosse dato il 
principato del sacerdozio da Erode re marito di Ma- 
rianna. E dicesi che, per conforto di Gallio suo amico, 
fu mandata in Egitto la iigura di quelli, dipinta in una 
tavola per mano di ottimo dipintore, ad Antonio trium- 
viro, il quale era uomo sommamente lussurioso, per at- 
tizzare contra se la cupidità di quello, e per quello 
trarlo a suo desiderio (3). Le quali immagini come An- 
tonio vide, prima si maravigliò molto, poi si dice, eh' ei 
disse che quelli, quanto alla bellezza , erano figliuoli di 
Dio certamente ; e con sacramento affermò che non aveva 
veduto in alcun luogo né mai simiglievoli a quelU (4), 
non che più belli. Ma io ritorno solamente a Marianna. 
Questa, benché fosse per certo di non udita bellezza, 
molto ella fu più eccellente e di grande fortezza. E come 
lei giunse ad etade (5) di marito, fu data per moglie ad 
Erode Antipatre re de' Giudei ; e, con sua grandissima 
sciagura fu sommamente amata da lui per la sua bel- 



(1) Bl ima medesima e eguale bellezza con quella, è lezione 
di tutti i codici. L'aggiunta è voluta dal testo, aeque secum joul- 
chrìtudinis et aetatis. 

(2) Con grande sollecitudine , rispondente al suniniopere cu- 
peret del testo, manca allo stampato. 

(3) De' codd. torinesi e della stampa. Per quello trarlo a suo 
disio, il cod. fiorentino che ha sempre desio o disio, e mai de- 
siderio. 

(4) Siìtiiglieooli dei predetti codici. Il fiorentino simiglianti. 

(5) Il solo cod. fiorentino. I codd. torinesi e la stampa arrivò, 
come di consueto. 



— 282 — 
lezza. E, gloriandosi quello, sé solo essere in tutto il 
mondo posseditore di sì divina bellezza, pigliò (1) si 
grande pensiero che niun altro potesse essere eguale a 
lui in questo (2), che cominciò a temere che Marianna 
vivesse dietro a lui. E per schifare questo, essendo man- 
dato per lui in Egitto, dove egli (3) doveva andare ad 
Antonio, per difendersi dell' accusa della morte di Ari- 
stobolO;, fratello di Marianna , il quale egli aveva morto ; 
e poi, dopo la morte d' Antonio, dovendo andare ad Ot- 
taviano imperatore per scusarsi dell' aiuto (4) che egli 
aveva dato ad Antonio contra lui (5), impose a Ciprinna 
sna madre e agli amici, che se gli fosse fatta alcuna 
cosa da Antonio, e poi da Ottaviano, per la quale se- 
guisse la sua morte, o fosse costretto per alcun altro 
caso (6), incontanente (7) uccidessero Marianna. Questa 
fu una pazzia da ridere (8), che lui, in altre cose sa- 
gacissimo re, per altrui incerto piacere, o utile si do- 
lesse, e, dopo la sua morte, avesse invidia (9). La qual 



(1) Del codice cassiuese e della stampa. Prese, il fìoreutino. 
Pensò de' codd. torinesi può essere equivoco dei menanti. 

(2) La puntatura della stampa è errata. Niun altro potesse es- 
sere uguale a lui: e in questo cominciò a temere. 

(3) Per lui in Egitto e dove lui del cod. fiorentino non mi 
paiono dell' Albanzani. 

(4) Lez. del cod. fiorentino. Aiutorio il cod. A e la stampa. 
Adiiitorio il cod. B. 

(5) Il cod. fiorentino, come nella nota penultima, che lui aveva 
dato ad Antonio contra lui. L'evitare sempre, a disegno, l'uso del 
caso retto in questo e in altro pronome, è affettazione di menante 
che non sente 1' armonia, necessaria anche alla prosa. 

(6) E non cosa della stampa. Seu casu alio ageretur, il testo. 

(7) Subito, il solo cod. fiorentino. 

(8) Esso cod. Matteria da ridersene, gli altri codd. e la stampa. 
(9; I codd. torinesi. Lui.... dolersi e.... avere (il cod. fio- 
rentino averne) invidia, la stampa. 



— 283 — 
cosa, fatta secretamente, Marianna, per spazio di tempo, 
seppe : e avendo già, per l' indegna morte d' Aristobolo, 
preso maladetto odio contra a Erode, vedendo sé non 
essere amata, se non per usare la sua bellezza, molti- 
plicò r ira, portando molestamente che egli avesse dan- 
nata la sua vita due volte ingiustamente. E benché ella 
avesse generato di lui Alessandro e Aristobolo bellis- 
simi fanciulli (1), non potè temprare il suo pensiero in 
alcuna cosa (2). E per questo furore (3) essendo stimo- 
lata, dispose negare sua lussuria (4) all' amante marito. 
E , spregiandolo (5) , quasi come in lei fosse resusci- 
tata (6) tutta la virtù dell'antica schiatta regale, con 
alcuni superbi atti s' ingegnava calcare tutta la sua po- 
tenza, non temendo spesse volte dire palesemente: Erode 
essere di altra nazione , e non giudeo , e che egli non 
era di schiatta reale, anzi uomo d' Idumea e senza no- 
biltà: e che egli non era degno (7) d'avere per moglie 
una regina, come crudele, superbo , disleale e salvatica 
bestia (8). Le quali cose benché Erode le portasse con 



(1) Fanciulli il cod. fiorentino, con che è meglio recato il 
pìteros del testo, che non dai figlinoli degli altri codici e della 
stampa. 

(2) In nulla cosa, il solo cod. fiorentino. 

(3) I tre codd. che conosco. E per questo jìensiero la stampa, 
che mal risponde all' corine ferente impctu del latino. 

(4) Rispondendo al concuhitum del latino (ut amanti viro suum 
negaret concubitwn), dubito che lussuria abbia cotesto valore. 

(5) 11 cod. fiorentino. Dispregiandolo gli altri codd. e la stampa. 

(6) Il cod. A e la stampa. Susitata (suscitata) il cod. fioren- 
tino. Rifiutata è errore del cod. B. 

(7) Degno che è de' codd. e del testo (nec regia coniuge di- 
gnuin) manca alla stampa. 

(8) Trucein , insolentem, infidum , scelestumque et immanem 
beluam. Questa sequela d' epiteti spiega e la selvatica bestia del 
cod. fiorentino, e la scellerata bestia degli altri. 



— 284 — 
fatica (1), non dimeno perchè l'amore lo vietava, non ar- 
diva centra lei fare alcuna crudelcà. Ma finalmente, pro- 
cedendo le cose a peggio, secondo che dicono alcuni, av- 
venne che Marianna fu accusata a Erode da un suo fami- 
glio (2), contaminato (3) da Ciprinna madre di Erode, e da 
Salamonia sua sorella , alle quali Marianna era somma- 
mente grave. Ed era V accusa, che Marianna s' era sfor- 
zata (4) contaminare quel famiglio (5), che desse a Erode 
una bevanda da amare (6) la quale lei aveva apparec- 
chiata. E, secondo che dicono alcuni altri, perchè ella di 
proprio movimento, e non per opera della madre, al tempo 
che abbiamo detto, aveva mandato la sua bellissima 
imagine ad Antonio, per trarlo a cupidità di se, e a 
odio contra lui, poiché ella aveva preso odio contra 
Erode (7). Le quali cose poiché Erode credette (e quello 
gli faceva credere la malevolenza di Marianna) irato e 
acceso di faticoso furore, lamentossi cogli amici in una 



(1) Fatica è di tre codd. a me noti. Meglio che difficoltà della 
stampa. 

(2) Famiglio il cod. A, donzello il cod. B e la stampa, don- 
giello il cod. fiorentino. 

(3) Corrotto o anche subornato che rende il classico subor- 
nato ab eiusdem pincerna del testo. 

(4) De' codd. torinesi e della stampa. Forzata il cod. fiorentino. 

(5) Famiglio qui è di tutti i codd. e della stampa. 

(6) Corre alla penna una bevanda amara che è de' codd. tori- 
nesi e della stampa. Però lezione vera è quella del cod. fiorentino, 
bevanda da amare, che risponde al testo ut UH amatorium pocu- 
lum propinar et. 

(7) Buona lez. de' codd. torinesi e della stampa, confermata dal 
testo, effigiem . ... post conceptum in Herodon odium , ad Anto- 
nium ut illum in sui desiderium provocaret et in Herodis odium 
transmisisset. Condanna la lez. del cod. fiorentino, aveva mandato 
la sua bellissima imagine ad Antonio pjer trarlo a suo diletto, 
poiché aveva preso odio contra Erode. 



— 285 — 
lunga orazione. E, per questo, confortandolo quelli, e 
Alessandra madre di Marianna per acquistare la sua 
grazia, fu indotto a fare comandamento che la fosse 
morta (1), dannata a pena capitale, come quella che cer- 
cava la morte contra la regale maestà. La quale per 
certo incitò in sé tanto il generoso animo (2) che, spre- 
giando (3) la morte, e servando intiera (4) la bellezza 
del suo volto (5), non piegata in alcuna parte a modo 
di femmina (6) udiva tacendo la madre che la ripren- 
deva, e con faccia asciutta (7) guardava gli altri che 
piangevano ; e senza alcuna paura, come ad allegrissimo 
trionfo, con ardito volto (8), e non facendo alcun priego 
per la sua salute, andava alla morte, e quella ricevette 
dal manigoldo come cosa desiderata (9). Per la quale 
si ferma sicurtà (10) non solamente si attristò (11) l'odio 



(1) L' articolo per il pronome è del solo cod. fiorentino. Ed è 
da notare incontrandovisi quasi sempre lei, come negli altri ella. 

(2) Così ha recato TAlbanzani \\-tantum in se excitavit animi 
del testo. 

(3) Dispregiando i codd. torinesi e la stampa. 

(4) In terra del cod. fiorentino è errore. 

(5) Del suo volto, che è del latino, vultus sui servato decore, 
manca alla stampa. Del suo viso, i codd. torinesi. 

(6) I codd. torinesi, in nulla parte il fiorentino. La stampa in 
alcuna cosa, mentre il testo ha nulla ex parte. 

(7) Sdutta il cod. fiorent., e sutta, che è lombardismo, il cod. A. 

(8) Del codice fiorentino, e rende meglio V aspectu alacri che 
non faccia il lieto volto de' codd. torinesi e della stampa, 

(9) Il cod. fiorentino che ha sempre desio, qui ha desiata. De- 
siderata è de' codd. torinesi e della stampa. 

(10) Sicurtà che è de' codd. a me noti, risponde al f^ua immota 
securitate del testo. Correggasi la stampa, per la quale si ferma 
crudeltà che qui è fuor di luogo. 

(11) Attirò della stampa è errore enorme, imperocché l'odio 
del re se lo era già attirato in guisa che ne era vittima. 



— 286 — 
del crudele re, ma ella accrebbe la sua nominanza più 
secoli che non le avrebbe potuto concedere Erode mesi, 
s' ei fosse stato piegato per lagrime e per prieghi. 

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